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Tuesday 02 September 2014

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Magritte a Bruxelles: la vita, le opere, il museo

René François Ghislain Magritte è stato un pittore belga nato a Lessines nel lontano 1898. La corrente pittorica a cui è appartenuto è riconducibile al surrealismo, di cui è stato il massimo esponente insieme a Paul Delvaux: il suo stile è nato da una fusione del cubismo e del futurismo, a cui ha aggiunto la generic cialis pills taladafil tecnica del trompe l'oeil.

 

Una delle caratteristiche che lo hanno da sempre contraddistinto dagli artisti dell'epoca, è stata la sua capacità di insinuare dubbi e farsi domande su ciò che può essere veramente definito come reale: è riuscito a dare una rappresentazione personale della realtà come qualcosa di infinitamente misterioso e, al tempo stesso, difficile da definire. E' proprio per questo motivo che, con gli anni, gli è stato conferito il soprannome “le saboteur tranquille”.

Illusioni oniriche, oggetti surreali, realtà che toccano qualche volta l'assurdo: è così che i volti delle persone vengono coperti da veli o che le scarpe si trasformano in dita nelle estremità. Nei suoi dipinti compaiono tonalità fredde, motivi ambigui e componenti che nulla hanno a che vedere con il sentimento: qualsiasi cosa è riconducibile ad un sogno.

René Magritte è morto a Bruxelles nel 1967, lasciando alla città la propria eredità artistica e sacramento buy cialis conferendole il nomignolo di “culla del surrealismo”.

Dal maggio del 2009 è possibile visitare un museo a lui dedicato che trattiene in sé tutta la stranezza e l'eccentricità del pittore surrealista: ne è un esempio il fatto che per entrare bisogna suonare il campanello. Dietro la porta d'ingresso ci si trova in un vero e proprio appartamento che si può visitare solamente indossando delle particolari babbucce, per evitare di rovinarne il pavimento.

La casa museo di Magritte si trova a Rue Esseghen ed è allestita all'interno delle quattro mura in cui l'artista lavorò e visse con la moglie Georgette per più di 20 anni. E' composto di 19 stanze, tutte accessibili al pubblico: all'interno di ognuna di esse è possibile ritrovare molte analogie con gli svariati oggetti che il pittore utilizzava all'interno dei propri quadri.

L’abitudine di Magritte, infatti, era quella di prendere spunto da oggetti di vita quotidiana e trasformarli in un'esaltazione di elucubrazioni oniriche. Ne è un esempio la finestra del salotto, immortalata in molti suoi quadri, come "Le Monde Invisible" e "La condizione umana".

Grazie alle sue opere, il pittore surrealista per eccellenza è riuscito a trasmettere alla città questo spirito artistico, ispirando tutto l’agglomerato urbano alla ricerca profonda di quel che la realtà di tutti i giorni ci mostra e a cercare, al tempo stesso, di trasformarla in un mondo parallelo, dove il sogno diventa il protagonista di un’illusione che non vuole fermarsi alla grettezza delle cose, ma vuole cercare di rinnovarle creando qualcosa di nuovo, insospettabile, anticonformista.

Tra i luoghi che hanno segnato la generic viagra report carriera artistica del pittore nella capitale belga, non si può assolutamente dimenticare l’Accademia delle Belle Arti, cui Magritte si iscrisse nel 1916 e che ne permise l’ingresso nel mondo della pittura, e la galleria Le Centaure, dove espose la sua prima raccolta personale con ben 61 opere.

photo credit: canonsnapper via photo pin cc

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